E’ disarmante: l’informazione è gestita dagli imbecilli!

Ho scritto recentemente un articolo sul metodo scientifico dal titolo: “Pandemia e pensiero scientifico. Grande assente il razionalismo”. Il razionalismo scientifico evoluto in 2500 anni di pensiero filosofico è stato ancora una volta ignorato da chi si ritiene scienziato. E le testate giornalistiche, anche quelle ben accreditate, per il solo scopo di fare scoop danno voce a chi di scienza e metodo scientifico ignora persino dove sia di casa. Ma veniamo ai fatti. Alcuni anni fa la prestigiosa rivista medica British Medical Journal pubblicava i risultati di una metanalisi volta a stabilire quale fosse la quantità di alcol consentita senza però creare danni all’organismo. Il risultato dello studio fu il seguente: la quantità consentita era pari a… zero. Leggo sul giornale “La Stampa” di ieri un articolo di una nota biologa (nota per le sue apparizioni sulle reti televisive come esperta di Covid-19) un articolo a lettere cubitali: “Vi spiego perché un aperitivo accorcia la vita.  Così l’alcol aumenta il rischio di tumore”. La dottoressa evidentemente ha letto l’articolo sul BMJ solo in questi ultimi giorni. Ma non basta. Come è stata consuetudine in questi ultimi due anni sulle questioni scientifiche, l’articolo ha suscitato una reazione immediata da parte di altrettanti esperti. Le risponde immeditatamente un altro esperto con un articolo di oggi, definendo il vino un “alimento liquido”, anche questa volta sullo stesso quotidiano dal titolo: “Cara Viola, l’altra voce della scienza dimostra che l’alcol può far bene”. Incredibile! Due tesi totalmente contrapposte su di un argomento di cui non credo i due protagonisti risultino i massimi esperti mondiali. Ma non è questo il punto. Il punto è il metodo scientifico e di come i dati oggi vengano manipolati al servizio di interessi di parte. Cito dal mio precedente articolo: La “Scienza”,  quella invocata nelle discussioni tra i cosiddetti esperti, sia nei salotti televisivi che sulle pagine dei giornali per affermare le proprie convinzioni, è cosa ben diversa dal “Pensiero scientifico. Il consenso scientifico va costruito non affermato gridando più forte o scrivendo su giornali compiacenti. E comunque, anche quando tale consenso venga raggiunto va considerato provvisorio, valido cioè, secondo la visione di Popper, fino a prova contraria. E in finale una osservazione: attualmente l’etichetta di nuoce gravemente alla salute, come ho avuto modo di proporre ad un convegno scientifico, andrebbe posta prima di apporle sulle bottiglie di vino, su alcune ben note bevande gassate ad alto contenuto di fruttosio sulle quale c’è invece un unanime consenso scientifico riguardo agli effetti nocivi ma che, essendo sponsorizzate come quelle citate anche da una vecchia canzone di Vasco Rossi  nell’album Bollicine, non si possono nemmeno citare.

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