Covid-19: non solo interessamento polmonare

Come si arriva alla diagnosi di infezione da Covid-19?

Certamente la grave insufficienza respiratoria.

Ma non dobbiamo sottovalutare anche altri sintomi importanti: la diarrea e le manifestazioni gastro intestinali. Si, soprattutto la diarrea è un sintomo spesso sottovalutato nell’adulto ma anche nel bambino.

La trasmissione sembra non essere solo per via aerea ma anche oro-fecale. L’RNA del virus SARS-CoV2 è stato individuato infatti sia nelle feci che nella saliva dei soggetti che hanno contratto l’infezione.

E’ per tali evidenze che è di estrema importanza prestare attenzione ai sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale, come diarrea, disappetenza e nausea per indirizzare verso una diagnosi rapida e poter quindi disporre l’isolamento e l’eventuale trattamento del paziente.

Bibliografia  

COVID-19: Gastrointestinal manifestations and potential fecal.oral transmission. Jinyang Gu, Md, Bing Han, MD, Jian Wang, MS. Gastroenterology February 2020

COVID-19 (2019-nCoV)

COVID-19 è un betacoronavirus, come MERS e SARS

I coronavirus sono una grande famiglia di virus comuni in molte specie di animali, tra cui cammelli, bovini, gatti e pipistrelli. Questi virus, raramente, possono infettare le persone e poi diffondersi tra uomo e uomo come è avvenuto con MERS, SARS entrambi provenienti dai pipistrelli e ora con COVID-19.  Le sequenze dei virus isolati su pazienti statunitensi sono simili a quella inizialmente pubblicata dalla Cina, il che suggerisce una probabile singola, comparsa di questo virus da un serbatoio di animali.

L’attuale epidemia da coronavirus (COVID-19) in Cina è la terza di questo secolo dopo  dopo SARS e MERS.

Ad oggi il bilancio dei decessi dovuti al coronavirus in Italia risulta di 41 morti e di circa 1700 le persone contagiate. I casi nel mondo confermati sono 87161 con 2979 morti.

Il numero dei decessi ha superato le morti causate dalla SARS.

Tale diffusione è attribuibile all’identificazione e segnalazione tardiva del virus (ritenuta attualmente possibile ma molto rara la diffusione dell’agente patogeno da parte del paziente asintomatico nelle fasi prodromiche dell’infezione) piuttosto che alla sua virulenza.

Si è diffuso in diverse parti della Cina, partendo dalla città di Wuhan ed in almeno altri 26 paesi.

Il tasso di mortalità  è di circa il 3%, nettamente inferiore a quello delle altre epidememie di coronavirus, di circa il 40% per la SARS e 30% per la MERS.

Breve storia delle epidemie

La peste, nell’immaginario definita “peste nera”, nel 1300 ha causato 25 milioni di morti in Europa un terzo della popolazione europea.

L’influenza spagnola nel 1918 ha colpito 500 milioni di persone causando più di 50 milioni di morti.

La SARS (la sindrome respiratoria acuta grave) nel 2003 ha colpito 8.000 persone causandone il decesso a 770.

L’influenza suina, nuovo virus influenzale di tipo A/H1N1 nel 2009 è stata responsabile di 285.000 morti.

La MERS (sindrome respiratoria del Medio Oriente) è stata segnalata nel 2012. Circa 3 o 4 persone su 10 tra quelle contagiate sono decedute.

La successiva espansione nota di MERS al di fuori della penisola arabica si è verificato nella Repubblica di Corea nel 2015.

Il virus Ebola 28.700 contagi con 11.300 morti.

L’AIDS che rimane tuttora una emergenza sanitaria mondiale ha causato fino ad oggi 32 milioni di morti. Ancora in Italia ci sono più di 2500 nuovi casi annui.

Riflessioni: il tempo e il coronavirus

Che cos’è il tempo? E’ per l’uomo di oggi una domanda complessa a cui non sa dare una risposta precisa.I filosofi del passato hanno  sostenuto che il tempo non esiste. E’un’illusione, un luogo comune sia dal punto di vista filosofico che religioso.

Dal mio punto di vista è il bene più prezioso che abbiamo. E’la ricchezza in senso assoluto.  La ricchezza è infatti la disponibilità del tempo. Piu tempo abbiamo a disposizione per noi e più siamo ricchi. Più siamo ricchi più abbiamo disponibilità di tempo.

Ma cosa c’entra il coronavirus? L’epidemia di cui è resposabile questo virus, ha determinato la sospensione di un gran numero di attività. Sono state chiuse scuole, teatri, sospese manifestazioni. Ma anche noi non ci sentiamo più sicuri, evitiamo spazi pubblici, luoghi affollati perfino i ristoranti.

Questa situazione però non è del tutto negativa. Abbiamo più tempo da dedicare a noi stessi, ci consente di riflettere sui vari aspetti della vita, sul suo significato più intrinseco, Riflessioni che non potevamo fare, che avevamo trascurato in nome del progresso, della tecnologia. Dobbiamo allora riflettere sui nostri obiettivi, qual è la meta da raggiungere, cosa dobbiamo diventare. E l’opportunità ce la sta offrendo in maniera indiretta il coronavirur offrendoci l’occasione del riscatto, di riappropriarci cioè del “nostro tempo”, della possibilità di pensare e riflettere ed in ultima analisi di conquistare la nostra indipendenza di pensiero.