Covid-19 e fegato

Il danno epatico che si osserva in corso di Covid-10 è dovuto ad una alterazione  del sistema vascolare epatico causato da un eccesso di produzione di una citochina, l’interleuchina IL-6 che partecipa alla risposta immunitaria dell’organismo

 (Journal of Hepatology)

Covid-19, bella scoperta: asintomatici contagiosi.

Dopo aver disquisito per mesi sulla condizione del paziente asintomatico finalmente si leggono sui giornali dichiarazioni di “eminenti” scienziati che dopo vari ripensamenti asseriscono che gli asintomatici sono contagiosi. Se solo avessero fatto il servizio militare, magari come ufficiale medico, avrebbero appreso che i casi di meningite riscontrati tra i soldati, in alcuni casi mortali facevano scattare delle misure di igiene e profilassi per evitare il diffondersi dell’infezione. Il tampone rilevava la presenza del meningococco nel faringe nei soldati asintomatici con una certa frequenza e si somministrava una profilassi antibiotica ai contatti stretti costituiti dai commilitoni che dormivano nella stessa camerata per evitare nuovi casi. Peccato non abbiano fatto il militare, che lo abbiano in qualche modo evitato essendo alla loro epoca obbligatorio, come peccato che non abbiano un retroterra culturale sulle malattie infettive basato sulla clinica e la pratica ma solo sul numero di pubblicazioni, anche numerose, anche oltre duecento. Peccato ancora che nessuna di queste duecento pubblicazioni sia valsa loro un riconoscimento, un premio Nobel, ma siano servite solo per occupare una poltrona. Che nessuna di queste sia stata determinante per il clinico nel suggerire un modello di comportamento diverso o abbia aperto nuove strade. Tralascio le considerazioni sui finanziamenti ricevuti e sulla quantificazione, a volte esorbitante, e sul fatto che nessuno gliene abbia mai chiesto conto. Un’altra considerazione va fatta sul portatore. Già da più di 40 anni abbiamo disquisito anche da un punto di vista semantico, per alcune malattie virali sul concetto di portatore di virus. Nel caso dell’epatite B, per fare solo un esempio, si è passati dal termine di portatore “sano”, a portatore “asintomatico” ed infine  a portatore “inattivo”. Si è tolto il termine “sano” poichè in qualche modo la persona affetta da un virus ha in qualche maniera compromesso il suo stato di salute non fosse altro per l’impegno del sistema immunitario nel contenerlo. Naturalmente tutto ciò è dimostrabile scientificamente e riscontrabile in letteratura. Inviterei pertanto coloro che sia avvalgono di tali consulenti di verificare la competenza acquisita sul campo e non sulle carte.

Covid-19: non ci siamo!

E’ di questa sera la notizia che tutto l’Alto Adige diventa zona rossa. E le altre Regioni? L’Umbria in primis, insieme ad altre regioni, doveva esserlo da oltre 15 giorni come pure da 15 giorni si sarebbe dovuto effettuare il lockdown in base agli indici che i dati epidemiologici ci mostrano con un incremento dei casi di tipo esponenziale. Mi viene da chiedere se ignorare i dati sia voluto o se gli addetti “competenti” alla loro valutazione non li sappiano leggere e interpretare.  Escluderei questa seconda ipotesi. Allora rimane la prima. Ma per quale motivo si procede con il buonismo nei confronti di chi si oppone a chiusure a scapito dell’affollamento e del collasso delle terapie intensive e dei decessi? Forse per spirito cristiano- Kantiano? Ravviso invece una determinazione dettata da una sorta di priorità: agire con gradualità, proteggere categorie più forti. Non cito quelle più forti ma quelle più deboli: gli anziani. C’è da parte di chi ci governa un atteggiamento di tipo paternalistico che pian piano ci priva delle nostre liberà. Pian piano annulliamo il nostro senso critico, ci deresponsabilizziamo inconsciamente affidandoci a figure che al momento si presentano come competenti ed autorevoli. E così ci priviamo della nostra autonomia e libertà. Credo che al primo posto vadano messi i valori etici, la salvaguardia della vita, la responsabilità, la socialità e quanto ci identifica come esseri umani.   

Covid-19 e matematica

Consiglierei di rileggere l’articolo “Scienza, democrazia ed ex alunni “ e successivamente l’intervista rilasciata dal Prof. Andrea Crisanti ” Convivere con il virus grazie ai modelli matematici” da Roberto Natalini.

Galileo Galilei.

«La filosofia [della natura] è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto dinanzi a gli occhi (io dico l’universo), ma non si può intendere se prima non s’impara a intender la lingua, e conoscere i caratteri ne’ quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezi [sic] è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto»

Il Saggiatore (1623), in Opere, vol. VI, p. 232.

A gennaio, con i modelli matematici, era già possibile prevedere l’evoluzione dell’epidemia partenndo dai dati cinesi e basandosi solo sul calcolo differenziale..

SARS-CoV-2 e vaccini

Sono attualmente in studio 120 tipi di vaccini per contrastare la diffusione del virus SARS-CoV-2.

Ho buoni motivi per ritenere la realizzazione del vaccino molto difficile.

Ma certezza che, qualora ci fosse, il vaccino non potrà mai essere obbligatorio.

Ebola e Repubblica Democratica del Congo

Il virus Ebola è stato scoperto nella Repubblica Democratica del Congo (DRC) nel 1976. Individuato nei pipistrelli della fruta i vettori del virus.

Si sono verificati dal giorno della prima scoperta 10 focolai

Il 1° Agosto 2018 il Ministero della Salute della DRC ha segnalato un focolaio di infezione da virus Ebola  nella provincia del Nord Kivu il secondo più grande mai registrato.

L’anno successivo anche l’Uganda ha rilevato 4 casi di importazione dalla DRC. Alcuni casi nell’aprile 2020. Sono stati registrati 3470 casi (probabili e confermati) di Ebola, con 2287 decessi.

East DRC Ebola

Il 25 giugno 2020, l’Organizzazione mondiale della sanità e il Ministero della salute DRC hanno annunciato la fine dell’epidemia di Ebola.  

Ciao Maestro

Al Maestro Ennio Morricone

Ciao Maestro,

è stato un onore per me poterla curare ed occuparmi di lei. Si è affidato alle mie cure con completa fiducia, senza chiedere spiegazioni, eseguendo scrupolosamente le indagini e le terapie. Anche in questo è stato grande.

Questa è stata la mia ricompensa. Grande è stata la musica che ci ha fatto apprezzare ed emozionare come ancor più grande sarà quella non ancora diffusa ma che mi ha consentito di conoscere.

Decoro, ingenuità e quarantena

La classe politica ha mostrando le proprie carenze. La Pubblica amministrazione ha mostrato le sue carenze. Il Sistema Sanitario Nazionale ha mostrato le sue carenze. Il Potere dello stato ha mostrato le sue carenze. Ha cercato nella mancanza di stabilità e coerenza una sua autolegittimazione agendo di volta in volta ai vari stimoli sociali, economici morali senza una reale programmazione.

In piena epidemia il potere ha creduto bene di mostrare un decoro inesistente, ha cercato di costruire il proprio prestigio con azioni che poco hanno di decoroso. Nell’enfasi della corsa per arginare l’epidemia ha celebrato successi da record inesistenti come l’isolamento del virus Sars-Cov 2 per primi, ha premiato personale precario con assunzioni senza concorso, dato voce a personaggi che invece di rassicurare con l’autorevolezza della scienza hanno dato prova di mancanza di decoro, cattivo gusto.

L’epidemia ha esaltato quelli che sono ora i valori attuali come l’astuzia, la notorietà, il successo economico. Chi ha avuto come insegnamenti non la furbizia ma il credere in se stessi, nelle proprie idee, ambizioni, anche e perché no nei sogni, nell’adoperarsi per gli altri, si sente pertanto escluso. Ma è proprio da costoro che è venuta la spinta, l’energia per affrontare e risolvere l’emergenza. E non chiamiamoli ingenui. Chi è ingenuo è se stesso, è onesto. Non si nasconde dietro maschere per ingannare gli altri. L’ingenuo è colui che non sgomita per apparire in televisione. Spesso le persone fingono di ammirare le persone ingenue che hanno l’onestà di essere se stesse , ma fingono perché di riflesso percepiscono la propria mediocrità e inautenticità. E in cuor loro vogliono portarle ai loro stessi livelli.  E’ per questo che anche Kierkegaard ci invita a non perdere completamente l’ingenuità.

Covid-19. Gli esperti e la politica.

Ho letto recentemente un articolo che analizzava l’informazione scientifica e la conseguente scelta politica che sulla base di tali dati veniva intrapresa. L’analisi partiva da tre sostantivi: autorità, autorevolezza, autoritarismo. Avendo ben chiari i termini di autorità e autoritarismo, mi vorrei soffermare sull’autorevolezza: stima, fiducia, credito fondati sulla personalità di chi ne gode. Fin qui tutto bene. Lo scienziato è autorevole per definizione in quanto la scienza si basa su metodi rigorosi, sperimentali, riproducibili che mirano al conseguimento della conoscenza oggettiva, reali e sempre condivisibile. Tale ricerca della verità oggettiva per lo scienziato dovrebbe avvenire nei laboratori, nelle corsie e avere poi la diffusione sulle pagine delle riviste accreditate e nei congressi scientifici. L’autorevolezza lo scienziato la conquista dedicandosi per anni a quella ricerca che scaturisce dalla sua formazione, appresa dai suoi maestri e affinata dalla sua esperienza quotidiana. Va costruita negli anni. Mi soffermo su un concetto che in medicina non è più considerato: la figura del maestro, della scuola. La medicina è ancora un’arte ed ha bisogno di maestri. Sono infettivologo non solo perché specialista in Malattie Infettive ma soprattutto perché il mio maestro è stato il Prof. Giunchi e sono stato formato alla sua scuola. E così per le altre specializzazioni. Oggi assistiamo ad un sovvertimento del concetto di l’autorevolezza: viene data all’esperto di turno come un’etichetta, posticcia. E nelle interviste televisive non importa se chi parla come virologo ha fatto fino al giorno prima l’epidemiologo, e non ha mai messo piede in un laboratorio, prescritto alcun farmaco in vita sua, né vissuto una precedente pandemia, perché questa è diventata la prassi. Tale prassi infatti è in uso anche nelle attribuzioni degli incarichi apicali che spesso premiano non la formazione del candidato acquisita con dedizione negli anni ma in base ad altri criteri, spesso aleatori e opinabili e quasi sempre per autorità. Negli altri stati chi percorre una formazione clinica non può certo diventare direttore di un laboratorio e viceversa.  Non c’è il salto delle carriere in base alla situazione contingente.  Chi fa il virologo in laboratorio non può certo sperimentare protocolli clinici. Non c’è l’allegro passare di ruoli.  Anche in magistratura si sta cecando di separare il percorso delle carriere. Ma aimè la politica si avvale di tali esperti. E’ cieca di fronte a tali evidenze, ha l’autorità e quindi il potere per farlo. Bisogna allora ripensare all’antica Grecia all’epoca in cui con Pericle il potere abbandona i palazzi dell’aristocrazia per occupare lo spazio pubblico per eccellenza, l’agorà, la piazza che ha nei cittadini i veri protagonisti della vita politica. E forse allora dovremmo ripensare alla figura del politico non come figura autoritaria ma come figura al servizio del cittadino.

“Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica Aeronautica, il calabrone non può volare, a causa della forma e del peso del proprio corpo in rapporto alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa e perciò continua a volare”. Igor Sikorsky