Scienza, democrazia ed ex alunni

Immagino ora i miei ex alunni alle prese con un rinnovato interesse per la scienza ma soprattutto consapevoli di essere in qualche modo dei privilegiati. Si perché credo di aver loro fornito gli strumenti idonei a capire meglio il nostro tempo. Non hanno avuto bisogno come la maggioranza degli italiani di affidarsi ai cosiddetti esperti per non sentirsi a disagio di fronte alla disinformazione su questi nuovi argomenti. Loro il disagio non lo hanno sofferto né si sono sentiti emarginati essendo già in possesso di empowement. Sono usciti alla grande dallo smarrimento dovuto alle contradizioni dei nostri scienziati, accentuato dalla cattiva informazione della stampa, con notizie e fatti gridati al megafono quotidianamente dai social media. Il rumore di fondo della comunicazione si è avvalso di termini tecnici come R0, Rt o curve di crescita rendendoli certo più familiari a molti. Ma tutto questo ha messo in evidenza la scarsa familiarità degli italiani per le scienze matematiche e la scarsa propensione al calcolo o ai numeri in generale. Questo scarso interesse, anche da parte della scuola e della politica può portare a gravi conseguente aumentando il divario sociale in una società che sempre di più si avvale di tale linguaggio. Non possiamo fidarci più di sedicenti esperti, di pseudoscienza. Per fortuna il coronavirus ha evidenziato anche le fragilità della nostra scienza. Ha messo in evidenza una scienza fatta di esperti che si sono trincerati dietro frasi del tipo “ancora non conosciamo” quando hanno visto confutate le loro previsioni o si sono dovuti esprimere su valutazioni di nuovi comportamenti.  E’emersa in pieno una fragilità del sapere e del metodo scientifico. Non ci si può basare solo sui protocolli, va data priorità alla formazione del medico, alla sua esperienza clinica, alla sua capacità di valutazione di fronte ad eventi nuovi. Medici che studiano ma soprattutto si confrontano. E le idei migliori stanno venendo non dai soliti accademici con titoli acquisiti non sempre per merito, ma da gruppi seri di medici che sul web si riuniscono, si confrontano e riportano la scienza alla funzione di “open science”, attraverso canali anche informali, ma rapidi, facendo circolare le idee e conoscenze in modo certo rapido ma soprattutto accessibile a tutti.   “Ci sono nei fatti due cose: scienza ed opinione; la prima genera conoscenza, la seconda ignoranza.”
Ippocrate di Coo

                                                                                                                   

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