E intanto nel Mondo…

Il 19 luglio 2019 l’OMS dichiara l’epidemia da virus Ebola nella Repubblica Democratica del Congo emergenza sanitaria internazionale. L’epidemia è in corso nelle province di Nord Kivu e Ituri.

Ultimi numeri al 19 Aprile 2020:

Casi totali: 3404     Morti: 2242   Guariti 1165   Letalità 53,6 %

Cosmografia della pandemia al tempo del coronavirus

Novello Castorp (1) in visita al sanatorio di Berghof, mi trovo chiuso nella mia stanza, isolato dal resto del mondo. Ma il mio è un isolamento diverso interiore. Non di uomo malato fisicamente.

Non ho mai avuto cosi tanto tempo a disposizione nella mia vita. Ed è proprio per questo che il mio primo pensiero va al tempo, al concetto del tempo alla sua realtà e alla sua irrealtà.

Come Hans Castorp, distinto e raffinato giovane, proiettato verso una brillante carriera, mi ritrovo proiettato mio malgrado, anche come medico ad affrontare una silenziosa metamorfosi attraverso un percorso di isolamento prima fisico e poi interiore.

Il cambio di scenari, da spazi aperti a spazi chiusi, spazi domestici, familiari, scandiscono il cambiamento interiore, si contrappongono, per una sorta di alchimia, alla contemporanea dilatazione del tempo e alla propria affermazione, in competizione per il potere sullo spazio.

Come per Hans il tempo ora non segue più i ritmi frenetici della vita condotta finora, ma i ritmi ancestrali della vita dettati dai bisogni primordiali del nostro corpo: mangiare, dormire. Ed allora in questo tempo senza tempo ritrovo la possibilità di riflettere sui grandi temi della vita. Sul concetto intrinseco di vita, su questa nuova malattia, sulla morte che ne scaturisce. Vita che non è solo funzione corporale, o espressione della coscienza, ma nell’insieme di entrambe unita all’anima. Vita come corpo, corpo come temporalità, corpo come soggetto all’invecchiamento, quindi alla morte. Assistiamo al rincorrersi della vita e della morte.

Dobbiamo ora rivedere il concetto di vita ed esistenza alla luce di questa pandemia che dia in qualche modo ragione e significato all’esistenza dell’uomo di oggi nel mondo. E’ l’evidenziarsi della crisi che, fino a poco tempo fa latente, la pandemia ha slatentizzato e ha relegato e circoscritto negli spazi profondi del nostro Io. Crisi intesa come incertezze di valori etici e politici, ma anche nel senso proprio del termine: dal greco κρίσις «scelta, decisione, fase decisiva di una malattia».   Il coronavirus ha reso manifesta la nostra fragilità umana, ci richiama a quella nèkyia rito per gli antichi Greci, con cui si evocavano i morti a scopo divinatorio o più modernamente all’insondabile giustizia divina. Il fato era il regolatore e l’artefice del disordine del cosmo, noi potevamo sperare nella misericordia di un Dio buono. Poi il disordine l’abbiamo attribuito ai nostri peccati iniziando a riconoscere nell’uomo la causa prima ma l’origine del male, come punizione ancora divina. Oggi ci siamo resi conto che la dimensione è orizzontale. Non c’è una giustizia che viene dall’alto, una provvidenza che ci sostiene, un Dio che ci punisce. Ora è l’uomo al centro. Tutto torna all’uomo, causa ed effetto, colpa e determinazione, è lui a scoccare il dardo e spargere il germe della pandemia. E’ il tornare su se stesso, la realizzazione della antropomorfizzazione. E’ l’uomo il responsabile di questa moderna pestilenza contribuendo sul piano ontologico a confondere ciò che è animale con ciò che è umano. Per noi come per Castorp la malattia travalica i confini della medicina per diventare malattia della coscienza dell’epoca. Il sanatorio per lui e le restrizioni nelle nostre case per noi sono l’equivalente della società e della vita dove il concetto del tempo assurge a lusso e la malattia diviene metafora di una incipiente malattia della società.

(1) T. Mann. “La montagna incantata”

Covid-19: non solo interessamento polmonare

Come si arriva alla diagnosi di infezione da Covid-19?

Certamente la grave insufficienza respiratoria.

Ma non dobbiamo sottovalutare anche altri sintomi importanti: la diarrea e le manifestazioni gastro intestinali. Si, soprattutto la diarrea è un sintomo spesso sottovalutato nell’adulto ma anche nel bambino.

La trasmissione sembra non essere solo per via aerea ma anche oro-fecale. L’RNA del virus SARS-CoV2 è stato individuato infatti sia nelle feci che nella saliva dei soggetti che hanno contratto l’infezione.

E’ per tali evidenze che è di estrema importanza prestare attenzione ai sintomi a carico dell’apparato gastrointestinale, come diarrea, disappetenza e nausea per indirizzare verso una diagnosi rapida e poter quindi disporre l’isolamento e l’eventuale trattamento del paziente.

Bibliografia  

COVID-19: Gastrointestinal manifestations and potential fecal.oral transmission. Jinyang Gu, Md, Bing Han, MD, Jian Wang, MS. Gastroenterology February 2020

COVID-19 (2019-nCoV)

COVID-19 è un betacoronavirus, come MERS e SARS

I coronavirus sono una grande famiglia di virus comuni in molte specie di animali, tra cui cammelli, bovini, gatti e pipistrelli. Questi virus, raramente, possono infettare le persone e poi diffondersi tra uomo e uomo come è avvenuto con MERS, SARS entrambi provenienti dai pipistrelli e ora con COVID-19.  Le sequenze dei virus isolati su pazienti statunitensi sono simili a quella inizialmente pubblicata dalla Cina, il che suggerisce una probabile singola, comparsa di questo virus da un serbatoio di animali.

L’attuale epidemia da coronavirus (COVID-19) in Cina è la terza di questo secolo dopo  dopo SARS e MERS.

Ad oggi il bilancio dei decessi dovuti al coronavirus in Italia risulta di 41 morti e di circa 1700 le persone contagiate. I casi nel mondo confermati sono 87161 con 2979 morti.

Il numero dei decessi ha superato le morti causate dalla SARS.

Tale diffusione è attribuibile all’identificazione e segnalazione tardiva del virus (ritenuta attualmente possibile ma molto rara la diffusione dell’agente patogeno da parte del paziente asintomatico nelle fasi prodromiche dell’infezione) piuttosto che alla sua virulenza.

Si è diffuso in diverse parti della Cina, partendo dalla città di Wuhan ed in almeno altri 26 paesi.

Il tasso di mortalità  è di circa il 3%, nettamente inferiore a quello delle altre epidememie di coronavirus, di circa il 40% per la SARS e 30% per la MERS.

Breve storia delle epidemie

La peste, nell’immaginario definita “peste nera”, nel 1300 ha causato 25 milioni di morti in Europa un terzo della popolazione europea.

L’influenza spagnola nel 1918 ha colpito 500 milioni di persone causando più di 50 milioni di morti.

La SARS (la sindrome respiratoria acuta grave) nel 2003 ha colpito 8.000 persone causandone il decesso a 770.

L’influenza suina, nuovo virus influenzale di tipo A/H1N1 nel 2009 è stata responsabile di 285.000 morti.

La MERS (sindrome respiratoria del Medio Oriente) è stata segnalata nel 2012. Circa 3 o 4 persone su 10 tra quelle contagiate sono decedute.

La successiva espansione nota di MERS al di fuori della penisola arabica si è verificato nella Repubblica di Corea nel 2015.

Il virus Ebola 28.700 contagi con 11.300 morti.

L’AIDS che rimane tuttora una emergenza sanitaria mondiale ha causato fino ad oggi 32 milioni di morti. Ancora in Italia ci sono più di 2500 nuovi casi annui.

Riflessioni: il tempo e il coronavirus

Che cos’è il tempo? E’ per l’uomo di oggi una domanda complessa a cui non sa dare una risposta precisa.I filosofi del passato hanno  sostenuto che il tempo non esiste. E’un’illusione, un luogo comune sia dal punto di vista filosofico che religioso.

Dal mio punto di vista è il bene più prezioso che abbiamo. E’la ricchezza in senso assoluto.  La ricchezza è infatti la disponibilità del tempo. Piu tempo abbiamo a disposizione per noi e più siamo ricchi. Più siamo ricchi più abbiamo disponibilità di tempo.

Ma cosa c’entra il coronavirus? L’epidemia di cui è resposabile questo virus, ha determinato la sospensione di un gran numero di attività. Sono state chiuse scuole, teatri, sospese manifestazioni. Ma anche noi non ci sentiamo più sicuri, evitiamo spazi pubblici, luoghi affollati perfino i ristoranti.

Questa situazione però non è del tutto negativa. Abbiamo più tempo da dedicare a noi stessi, ci consente di riflettere sui vari aspetti della vita, sul suo significato più intrinseco, Riflessioni che non potevamo fare, che avevamo trascurato in nome del progresso, della tecnologia. Dobbiamo allora riflettere sui nostri obiettivi, qual è la meta da raggiungere, cosa dobbiamo diventare. E l’opportunità ce la sta offrendo in maniera indiretta il coronavirur offrendoci l’occasione del riscatto, di riappropriarci cioè del “nostro tempo”, della possibilità di pensare e riflettere ed in ultima analisi di conquistare la nostra indipendenza di pensiero.

Stiamo arrivando

Da molto tempo ormai il sito era inattivo, ma sempre più persone ci hanno chiesto di riportarlo in luce, per avere dei preziosi consigli durante i loro viaggi.

Una famiglia di medici sarà al vostro fianco:
1. Dott. Giuseppe Cerasari
Infettivologo, Epatologo, Pneumologo
2. Dott. Saverio Cerasari
Chirurgo Generale
3. Dott. Alberto Cerasari
Medico dello Sport e Nutrizionista
4. Dott.ssa Rosa Chiodi
Pediatra, Infettivologa, Pneumologa

In Viaggio con dei Medici

1. Dott. Giuseppe Cerasari
Infettivologo, Epatologo, Pneumologo
2. Dott. Saverio Cerasari
Chirurgo Generale
3. Dott. Alberto Cerasari
Medico dello Sport e Nutrizionista
4. Dott.ssa Rosa Chiodi
Pediatra, Infettivologa, Pneumologa

Perché lo facciamo?

  • Perché sarà un supporto, una guida, risolverà i vostri dubbi su tante patologie connesse ai viaggi.
  • Perché ti calmerà e spiegherà cosa fare in situazioni stressanti
  • Perché ti curerà

Come quando i primi esploratori giungevano in nuove terre ed incappavano in strane malattie così il nostro nuovo mondo ci porta in luoghi sconosciuti con malattie di cui mai avevamo sentito parlare. Questo sito nasce con l’intento di aiutare i viaggiatori nelle loro avventure, rimanendo come una piccola guida medica sempre aggiornata.

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